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PER FARLA FINITA CON LE FATWA DI MORTE
da "Al Hayat" Londra
Gli incitamenti all'assassinio lanciati in nome dell'islam non
devono essere solo condannati ma incriminati. Perchè radicano il disprezzo
della vita umana nella coscienza collettiva dei musulmani.
Ai bei tempi dell'inquisizione nell'Europa medioevale il prete
ed il boia agivano d'amore e d'accordo. E' esattamente quel che succede ai giorni
nostri nel mondo musulmano: la giurisprudenza del terrorismo ed il terrorismo
marciano la mano nella mano. Qualche esempio: si vede nel celebre video di Bin
Laden il suo sconosciuto visitatore portargli la "buona novella" di
uno sceicco che ha emesso una fatwa che legittima il suo attacco agli Stati
Uniti. Nel suo libro " Fatwa contro l'Occidente " (Albin Michel, 2001),
Roland Jacquard cita un intero arsenale di fatwa che contribuiscono a creare
una vera giurisprudenza religiosa del terrorismo, cioè ad incitare all'assassinio,
giustificato attraverso disinvolte interpretazioni casistiche. Un semplice esempio
è la fatwa di Abou Hamza (sceicco egiziano residente a Londra) a proposito
del possesso delle "bomba atomica islamica" da parte del Pakistan:
" Se la guerra nucleare è il mezzo per difendere i musulmani, allora
è nostro dovere impegnarci. L'islam autorizza questa scelta così
come autorizza il consumo di carne di porco in caso di fame".
Il legame tra fatwa e terrorismo si spiega con il ruolo che questi pronunciamenti
giuridici svolgono nella liberazione degli istinti sadici del terrorista e del
suo desiderio di morte. Essi rispondono a tutti gli scrupoli morali e prosciugano
quel po' di coscienza che gli resta, così come ogni sano senso di responsabilità.
Le fatwa degli ultimi due decenni erano segrete come le organizzazioni
che le emettevano. Ma le fatwa attuali emanano ormai da autorità conosciute
e riconosciute, che le diffondono molto semplicemente a mezzo stampa, televisione,
internet come se si trattasse di un dovere religioso che fa onore al suo autore.
I muftì fanno a gara con fatwa che autorizzano l'assassinio
di individui, gruppi e nazioni, come presi da un timore ossessivo di mancare
ai loro doveri. E' così che sono apparse fatwa inaudite, legittimanti
l'assassinio a cose fatte. Si ricorderà la fatwa che ha dichiarato lecito
l'assassinio di Sadat più di dodici anni dopo la sua morte. La fatwa
"in differita" è una tecnica che è stata teprizzata
in un testo pubblicato nel 2001. L'autore scrive: " L'imam Khomeyni s'è
sbagliato ad emanare una fatwa che giustificava la messa a morte di Salman Rushdie
giacchè, a causa di questa fatwa, questi si è piazzato sotto la
protezione dell'Occidente, nemico dell'islam. Avrebbe dovuto prima essere ucciso
e poi sarebbe apparsa una fatwa a giustificarne retroattivamnente l'esecuzione".
Far scorrere il sangue di tutti gli americani senza eccezione è il progetto
dello sceicco Youssef al-Qaradawi (celebre sceicco integralista residente in
Qatar) e dei leader dei gruppi integralisti che hanno controfirmato la sua fatwa,
chiamando la Jiahad islamica ed Hamas ad uccidere i civili in Israele.
Ma, senza parlare dei versetti coranici che condannano il fatto
di far pagare agli innocenti le colpe dei colpevoli, tutti gli pseudo-giuristi
del terrorismo tacciono le parole di Maometto, che vieta di prendersela con
quelli che oggi chiamiamo i "civili". Durante una delle sue razzie
il profeta dell'islam si imbattè nel corpo di una donna morta. Inviò
allora un messaggero ai suoi comandanti vietando loro di uccidere donne o uomini
disarmati. La raccolta dei detti profetici di Abou Daoud ricorda che prima di
ingaggiare il suo esercito nella battaglia Maometto raccomandava alle sue truppe:
" Andate nel nome di Dio, non uccidete vecchio nè fanciullo nè
donna e non togliete la vita inutilmente". E' in questo che le fatwa degli
attuali islamisti, che chiamano all'uccisione, all'ingrosso ed al dettaglio,
degli abitanti del pianeta, si rivelano come espressione di un "islam contro
l'islam".
Come mettere definitivamente termine a queste fatwa che incitano
all'assassinio? Al tribunale di Gidda (Arabia Saudita) due giudici, Ibrahim
ben Saleh al-Khodeir e Mohammed ben Abdallah al-Jarallah, affermano un certo
numero di principi base del diritto islamico. " Nessuno può arrogarsi
il diritto di emettere un giudizio di condanna a morte nei confronti di una
persona o di un gruppo di persone, nè alcuna persona ha il diritto di
eseguire una tale sentenza, che avrebbe come conseguenza il più completo
disordine". E' il disordine che in effetti regna in numerosi paesi musulmani
dopo la rivoluzione iraniana. Decidere che le condanne sono compito esclusivo
dei tribunali è una assoluta necessità. Ma non è sufficiente.
Il pericolo delle fatwa attuali è che minacciano di far esplodere la
guerra civile, che cova nelle società islamiche contemporanee, ed anche
una guerra religiosa a scala mondiale. Bisogna dunque assolutamente perseguire
come criminali le fatwa che incitano all'assassinio e all'odio nei confronti
dell'altro e processare quelli che le emettono; bisogna d'altra parte cessare
di insegnare una teologia medioevale e misogina, che va contro i diritti della
persona, la ragione, la vita. Il pericolo di queste fatwa non è solo
il rischio di vederle eseguite, ma di veder radicarsi l'odio dell'altro ed il
disprezzo della vita umana nella coscienza collettiva islamica.
Afifi Lakhdar
(traduzione di Daniele Lugli da Le Courrier International)
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