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Libertà duratura: guerra in Afghanistan 
DIECI RAGIONI PER DIRE NO ALLA GUERRA
Un testo preparato dal Centro Sereno Regis MIR-MN di Torino, che
potete riprodurre e diffondere nella vostra zona.
Nonostante la diffusa sensazione che si deve fare qualcosa
contro il terrorismo, i pesanti bombardamenti sull'Afghanistan si stanno rivelando
una pessima soluzione che non contribuisce affatto ad individuare i colpevoli
e a portarli di fronte a una Corte Internazionale di Giustizia, ma sta invece
provocando molte conseguenze negative.
1. Stiamo creando migliaia di nuovi terroristi
2. Provochiamo l'esodo di milioni di nuovi rifugiati
3. Creiamo le premesse per un governo dell'Alleanza del Nord che, se possibile,
è anche peggiore di quello dei Talebani
4. Incrementiamo il flusso di droga dall'Asia centrale
5. Colpiamo l'obiettivo sbagliato, poiché i terroristi non sono Afghani,
ma provengono dall'Egitto e dall'Arabia Saudita
6. Destabilizziamo il Pakistan
7. Trasformiamo bin Laden in una superstar mediatica e in un eroe
8. Puniamo ingiustamente una popolazione poverissima e profondamente provata
da una lunga guerra civile
9. Rischiamo di cadere in una trappola dalla quale sarà difficile uscire
10. Ci sono modi più intelligenti ed efficaci di combattere il terrorismo
Ultime notizie dall'Afghanistan
di Gino Strada
Da Gino Strada nel Panshir a tutti gli amici di Emergency
Novembre 2001
Come passa in fretta il tempo... Quelle immagini simbolicamente
atroci di grattacieli squarciati da aerei, quelle migliaia di morti quasi non
visti - ma immaginabili nella loro angoscia disperata - mi sembrano vicinissime
nel tempo, direi questione di alcuni giorni.
Invece, sono già passati cinquanta giorni, cinquanta giorni di guerra.
Ogni minuto trasmesso in diretta, fiumi di parole, di voci, di analisi, di invenzioni
sulla guerra.
Per una volta, mi verrebbe da dire, viva le televisioni.
Capisco che a questo punto la domanda "Ma Gino sta bene o é ammattito?"
sia già venuta a qualcuno, ma cercherò ugualmente di spiegarmi.
Premetto che qui, in Afghanistan, io posso ricevere tranquillamente tutti i
canali televisione e radio italiani e non, per cui ho il
privilegio di sentire e vedere quel che si dice e si fa vedere in Italia sull'Afghanistan....
standomene comodamente sdraiato su una stuoia e un cuscinotto nella valle del
Panshir.
E vi assicuro che, a volte, é davvero una grande ricompensa: si possono
degustare "commenti dal fronte" provenienti da località dove
andiamo regolarmente a far la spesa al mercato della verdura, il tutto condito
da immagini di bombardieri che sfrecciano tra le nubi cariche di pioggia, mentre
qui non si vede una nuvola da venti giorni. E via di questo passo, per arrivare,
ma qui mi fermerei, ai commenti dei "politici" sull'Afghanistan, sul
terrorismo, sull'Islam...
Non é davvero il caso, l'urgenza della situazione non lo consente, di
perdere tempo a puntare il dito contro questo e quello ridendone dell'ignoranza
o della grossolanità. Se fossi in Italia, probabilmente mi incazzerei
quanto voi, ma credo che in questo momento conti poco.
Quello che conta, invece, é che questa guerra, a differenza della Guerra
del Golfo, la possiamo vedere. Magari un po' distorta - ciascuno tende a portare
acqua al mulino del proprietario del medesimo - ma c'é, la possiamo vedere.
Possiamo perfino seguire la neobattezzata "CNN araba", Al Jazeera
- ma voi ve li immaginereste quelli del Qatar definire la CNN l' "Al Jazeera
americana"?
E possiamo anche seguire il piccolo neonato sito di EMERGENCY intitolato "Un
altro Afghanistan". Per ora é poco più che una finestrella,
ma se ci pensiamo e ci lavoriamo in tanti, se in tanti saremo disposti a metterci
idee, tempo, professionalità, potrebbe diventare un progetto molto, molto
interessante.
Perché la guerra la possiamo far vedere anche noi, stavolta: foto, testimonianze,
storie, filmati (per questi mi dicono esserci problemi tecnici ma niente é
impossibile per la fantasia di EMERGENCY).
Noi, finora, abbiamo documentato vittime: anche oggi abbiamo aggiornato l'elenco
di Kabul, i nostri dati sono parziali, ma forse proprio per la loro parzialità,
veri. Assolutamente veri. Questo é un bel vantaggio che abbiamo rispetto
alle televisioni da immagini di repertorio non dichiarate, quelle che mostrano
i marines con il volto dipinto sfrecciare tra le palme di qualche giungla asiatica.
Possiamo far vedere la guerra, e potremo continuare a farlo anche quando le
centinaia di giornalisti saranno migrati verso nuove "notizie". Così
potremo dare sostanza ancora maggiore alle nostre conferenze, alle mille iniziative
di informazione e di cultura che "il popolo di EMERGENCY" sta portando
avanti.
Perché di guerra da far vedere ce ne é una sola, quella fatta
di morti e feriti, di vite e di case che si frantumano, sacrificate alla "guerra
globale contro il terrorismo".
Se riuscissimo a sviluppare la nostra capacità di comunicare e di raggiungere
molte persone, non solo in Italia, potremmo davvero fare una informazione "pesante",
di quelle che non possono essere ignorate. Speriamo.
Per ora vi abbraccio tutti
Gino
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