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la rivista mensile del Movimento Nonviolento,
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Ho capito bene? Berlusconi a Berlino - GR1 delle 13 di oggi mercoledì
26 - ha insinuato una "strana coincidenza" tra i contestatori dei
G8, che "colpevolizzano l'Occidente dall'interno" criticando il mondo
ricco, e i terroristi mondiali. Insomma, la quinta colonna del famoso Bin Laden.
Sì, ho capito bene, perché ho riascoltato le sue parole al GR3
delle 13,45. Questo minaccioso terrorismo-anti-terrorismo dice tutta la qualità
dell'uomo, che è a livello degli "inconvenienti" (che sarebbero
la fame nel mondo e le terribili diseguaglianze tra i popoli) di cui parlò
a Genova pochi minuti dopo la morte di Carlo Giuliani.
Allora, noi diciamo a Berlusconi: la critica non è un crimine, ma un
contributo, mentre il crimine dei terroristi non è una critica, ma una
imitazione delle gravi violenze strutturali che ci sono nel mondo, causa di
ben più vaste stragi taciute e occultate, non visibili come l'attacco
alle torri di New York.
Poi Berlusconi si è detto certo della "superiorità della
nostra civiltà".
Quale? Quella della ricchezza e del consumo debordante come obiettivo di vita?
Oppure quella dell'umanesimo, della tolleranza positiva che stima i valori delle
altre civiltà, quella del primato della cultura e della politica sull'economia,
quella dei diritti umani di tutti, che escludono schiavitù, sfruttamento,
diseguaglianze offensive? Quale dei due volti dell'Occidente egli vanta?
La certezza della propria superiorità e il rifiuto della critica sono
una forma di totalitarismo - noi abbiamo tutto ! - che è una dichiarazione
di guerra culturale.
Allora, noi diciamo ancora a Berlusconi: abbiamo sofferto forse più di
lui le stragi negli Usa e soffriamo certamente più di lui l'ipotesi di
una guerra che non sarà "chirurgica" ma fomentatrice di nuovo
odio, dolore, distruzione, pericolo.
Infatti, noi nonviolenti, alla scuola di Gandhi, Capitini, Luther King, Badshah
Khan (il Gandhi musulmano), e delle reali esperienze storiche ispirate da loro,
escludiamo dall'orizzonte umano tanto la violenza diretta - come le stragi di
stato (la guerra) e le stragi del terrorismo privato - quanto la violenza strutturale
(il dominio economico) e la violenza culturale (civiltà superbe e arroganti).
Il dialogo tra tutti gli stati, i popoli, le civiltà, le religioni è
l'unica via d'uscita, per togliere pretesti e manodopera disperata ai manovratori
di terroristi, chiunque essi siano, per qualunque obiettivo.
Odiare non si deve, mai. E neppure farsi odiare.
La guerra è impotenza, incapacità politica, somma incivilltà,
scimmiottatura senza alcuna creatività, scorciatoia stolta, semplificazione
assurda di nodi molto complessi, cecità folle e disastrosa, sommo crimine.
E' sempre ingiusta, mai risolutiva.