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EDITORIALE

La Cina è lontana
dalla democrazia


a cura di Mao Valpiana

L'ombra di Tienanmen pesa ancora sulla Cina, e il regime di Pechino non riesce a liberarsi dai fantasmi di quei giovani massacrati nella Piazza. Le autorità cinesi non sopportano che qualcuno voglia mantenere la memoria di Tienanmen e per questo sono giunte a volersi impadronire, con la forza e con il ricatto, dei 20 milioni del Premio internazionale "Alexander Langer" che la Fondazione Langer (di cui il Movimento Nonviolento è socio fondatore) ha assegnato, nel luglio dello scorso anno ai coniugi cinesi Ding Zilin e Jiang Peikun che hanno visto morire a Tienanmen l'unico figlio diciasettenne.
Lu Wenhe, cittadino cinese che ha vissuto negli Stati Uniti per 20 anni ed esponente di Human Rights, è stato arrestato lo scorso dicembre a Beijing, poco prima di incontrare la signora Ding Zilin per consegnare materialmente i 20 milioni del premio (circa 10 mila dollari).
Dopo tre giorni di interrogatori, durante i quali gli è stato confiscato il passaporto e minacciato di venire imprigionato, Lu ha dovuto confessare lo scopo della sua visita. Poi è stato scortato dalla polizia fino a Shanghai e da qui avrebbe potuto lasciare il paese, a condizione di girare a favore di un ufficiale del Dipartimento di Sicurezza di Stato di Shanghai, la somma della donazione, in quel momento depositata in un conto corrente negli Stati Uniti. Sotto minaccia, ha dovuto intestato vari assegni al funzionario Chen Jian. Ma a quel punto la polizia, avendo sospettato che lui stesso avrebbe potuto bloccare il pagamento della somma una volta lasciato il paese, ha iniziato a fare pressione su suo padre settantottenne, che abita a Shanghai, per garantirsi in questo modo l'effettivo pagamento. Lu è tornato negli Stati Uniti in gennaio e il pagamento degli assegni è stato subito bloccato. Ora le autorità cinesi continuano a pressare i genitori del signor Lu perchè facciano saltare fuori i soldi, altrimenti rischiano di perdere il loro appartamento e la macchina. "Questa è una estorsione" ha dichiarato il sig. Lu "perchè non sono soldi miei; sono donazioni, e per famiglie che hanno urgentemente bisogno di un sostegno". Lu ha anche raccontato che secondo gli agenti di sicurezza la donazione sarebbe passata attraverso organizzazioni straniere ostili, e quindi avrebbe "messo in pericolo la sicurezza di stato" e per questo avrebbe potuto essere condannato ad un minimo di 4 anni.
Da quando suo figlio venne assassinato, la signora Ding, destinataria del Premio Langer, ha espresso apertamente forti critiche nei confronti del governo, e quindi si trova sotto stretta sorveglianza. Dal 1989 ha messo sotto pressione le autorità, presentando istanze presso agenzie legali, anche all'estero, sostenendo la responsabilità delle autorità cinesi nell'uccisione di centinaia di dimostranti e spettatori di quell'avvenimento. Si è impegnata, assieme ad altre persone, nella distribuzione di aiuti alle famiglie delle vittime, molte delle quali hanno difficoltà economiche. Nel 1989 sono stati uccisi uomini che dovevano mantenere la famiglia, mentre altri genitori hanno perso figli che avrebbero potuto assisterli in vecchiaia. In una intervista, la signora Ding ha spiegato come durante l'anno scorso, il gruppo abbia distribuito 20.000 dollari a più di 100 famiglie, dividendo l'ammontare in rapporto alle singole esigenze. La signora Ding pensa che le nuove pressioni costituiscano una sorta di vendetta contro la sua dura critica nei confronti di quegli ufficiali che nel 1989 hanno avuto responsabilità diretta nella repressione, compreso il Primo Ministro Li Peng, che rimane tuttora il numero due del partito Comunista.
"Quello che hanno fatto è totalmente illegale" ha dichiarato Ding Zilin: "Hanno violato la mia corrispondenza privata e tentato di impadronirsi dei soldi inviati a me. Questo fatto dimostra che a discapito delle belle parole sul ruolo della legge, le autorità cinesi fanno ciò che vogliono. La gente deve continuare a preoccuparsi della propria sofferenza e del proprio dolore".
Mao Tse-Tung diceva che "il nemico è una tigre di carta"… forse non sapeva che stava parlano della Cina del 2000.

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