D'Alema e i pacifisti
Grazie, Presidente!
di Mao Valpiana, direttore di Azione nonviolenta
E' stata la notizia del giorno: il Presidente del Consiglio, presente
alla Marcia Perugia-Assisi, ricuce lo strappo con i pacifisti. Sorrisi, strette
di mano, pacche sulle spalle. Così il grande equivoco si è consumato fino in
fondo: siamo tutti pacifisti, siamo stati costretti a bombardare, ma l'abbiamo
fatto per la pace. Ora riprendiamo il cammino, tutti insieme appassionatamente,
da Perugia ad Assisi. Sia chiaro, la critica non è rivolta a D'Alema, che ha
solo fatto il proprio mestiere di consumato politico e con tutte le ragioni
ha potuto partecipare ad una Marcia la cui convocazione era così generica, con
tanti appelli rivolti ai governanti, che anche Clinton avrebbe potuto venire
a fare jogging da Perugia ad Assisi. Chi non è per un mondo più giusto? Il problema
di questa Marcia è stato proprio nella non chiarezza degli obiettivi. La responsabilità
è degli organizzatori. Ci si rifà ad Aldo Capitini ma ci si dimentica che lo
scopo delle prime Marce da Perugia ad Assisi era proprio quello di offrire degli
impegni, di richiamare a delle responsabilità. Questa volta, invece, l'equivoco
del pacifismo generico si è consumato fino in fondo, tanto da far camminare
fianco e fianco il rappresentante di un governo che ha collaborato attivamente
con il bombardamento Nato e chi l'ha denunciato penalmente per violazione della
Costituzione. Se non si vuole correre il rischio di svuotare la Marcia Perugia
Assisi di ogni significato e trasformarla in un rituale nostalgico tipo raduno
degli alpini, bisogna saper ritrovare lo spirito iniziale. E' per questo che
il Movimento Nonviolento, fondato da Aldo Capitini, propone per il settembre
del 2000 una Marcia della Nonviolenza specifica, da Perugia ad Assisi (e diciamo
nonviolenza specifica proprio in contrasto con quel pacifismo relativo che può
accettare perfino le bombe). Scopo della Marcia sarà di dare evidenza pubblica
a quell'area nonviolenta del nostro paese tuttora ignorata (ma senz'altro diffusa)
che riteniamo desiderosa di porre in luce dinanzi all'opinione generale la propria
posizione di pacifismo assoluto. La nostra Marcia pertanto (a differenza della
precedenti edizioni della Perugia-Assisi aperte a tutti) dovrà essere contrassegnata
dalla chiara e rigorosa caratterizzazione del pacifismo nonviolento, comportante
il rifiuto di qualsiasi guerra fatta da chiunque per qualsiasi ragione, e quindi
la conseguente abolizione integrale e immediata del suo strumento essenziale,
ossia l'esercito. Marcia intesa pertanto quale iniziativa aperta a tutti i nonviolenti,
singoli o associati, della più diversa estrazione o appartenenza, impegnati
in distinte iniziative culturali, assistenziali, ambientali. Ringrazio sinceramente
il Presidente D'Alema, che con la sua presenza a Perugia ha messo in evidenza
i limiti di un pacifismo generico, nemmeno in grado di porre un minimo punto
fermo: no alla guerra e alla sua preparazione. Ora è chiaro che anche chi ha
la responsabilità di governo, della continua preparazione bellica, finanche
del sostegno all'esercito professionale, può dirsi impunemente pacifista e rivendicare
l'uso di mezzi militari "per la pace". Davvero la confusione è molta. La stessa
confusione che il secolo scorso convinse Tolstoj a durissime requisitorie contro
un generico pacifismo europeo incapace di contrastare la degenerazione bellica.
E poi venne la prima guerra mondiale, e poi anche la seconda. Sempre con i "pacifisti"
pronti ad accettare quelle guerre come le ultime, dolorose ma inevitabili per
imporre la pace. Tra il pacifismo piagnone (che si limita a chiedere pace) e
il pacifismo realista (che accetta la guerra come male minore) c'è la terza
via della nonviolenza, che si impegna direttamente in alternative alla guerra,
che propone strumenti efficaci di prevenzione dei conflitti, che rifiuta ogni
collaborazione con la preparazione bellica. Lasciamo il pacifismo delle bombe
al capo del governo e noi pensiamo fin d'ora a riempire di contenuti e iniziative
la Marcia della nonviolenza Perugia-Assisi, con appuntamento a settembre del
Duemila.
Verona, 27.9.1999 |