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la rivista mensile del Movimento Nonviolento,
fondata da Aldo Capitini nel 1964.
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Siamo persone che da lungo tempo si sono battute e attivate
per una Serbia democratica e antinazionalista, che hanno scelto di rimanere
in Jugoslavia durante questo momento di crisi e che vogliono vedere la Jugoslavia
reintegrata nella comunita' internazionale, noi affermiamo quanto segue:
1. Noi condanniamo fermamente il bombardamento NATO che ha esacerbato
enormemente la violenza in Kosovo e che ha causato l'esodo fuori della Jugoslavia
e al suo interno. Condanniamo fortemente la pulizia etnica nei confronti della
popolazione albanese perpetrata da qualsiasi forza jugoslava. Condanniamo fermamente
la violenza dell'UCK (esercito di liberazione del Kosovo) diretta contro i serbi,
i moderati albanesi e altre comunita' etniche del Kosovo. La catastrofe umanitaria
nel Kosovo - morte, dolore ed estrema sofferenza per centinaia di albanesi,
serbi e altre comunita' etniche - deve terminare. Tutti i rifugiati esplusi
dalla Jugoslavia devono poter tornare alle loro case immediatamente e incondizionatamente,
deve essere loro garantita la sicurezza e il rispetto dei diritti umani e deve
essere fornito loro un aiuto per la ricostruzione.
Coloro i quali hanno perpetrato crimini contro l'umanita', chiunque
essi siano, devono essere portati davanti alla giustizia.
2. I combattimenti fra le forze serbe e l'UCK devono essere
fermati immediatamente cosi' da permettere un nuovo giro di negoziati. Tutte
le parti devono accantonare le loro richieste massimalistiche. Non vi sono (
come in numerosi altri conflitti simili, come quello dell'Irlanda del Nord)
soluzioni facili e veloci. Noi tutti dobbiamo essere preparati per un lungo
e sofferto processo di negoziazione e normalizzazione.
3. Il bombardamento della Jugoslavia da parte della NATO causa
distruzione e un crescente numero di vittime civili (almeno divese centinaia,
forse un migliaio per ora). Il risultato finale sara' la distruzione delle fondamenta
economiche e culturali della societa' jugoslava. Cio' deve finire immediatamente.
4. La Carta dell'ONU, l'Atto Finale di Helsinki, il documento
di fondazione della NATO, cosi' come le costituzioni di paesi come la Germania,
l'Italia, il Portogallo, sono stati violati da questa aggressione. Come individui
che hanno dedicato la loro vita alla difesa dei balori democratici di base,
che credono in norme legali universali, siamo profondamente preoccupati che
la violazione da parte della NATO di queste norme rendera' impossibile l'opera
di tutti coloro che si battono per il primato della legge e dei diritti umani
in questo paese e ovunque nel mondo.
5. I bombardamenti della NATO hanno ulteriormente destabilizzato
i Balcani del sud. Se prolunganto, questo conflitto puo' scavalcare i confini
dei Balcani e, se dovesse tramutarsi in un operazioni militari terrestri, migliaia
di soldati della NATO e della Jugoslavia, cosi' come civili albanesi e serbi,
moriranno in una guerra inutile come nel Vietnam. I negoziati politici per una
composizione pacifica dovrebbero essere immediatamente riaperti.
6. Il regime esistente e' stato solo rinforzato dagli attacchi
della NATO in Jugoslavia per via della reazione del popolo a stringersi attorno
alla bandiera nel momento di un'aggressione straniera. Noi continuiamo la nostra
opposizione all'attuale regime antidemocratico e autoritario ma ci opponiamo
con decisione all'aggressione della NATO. Le forze democratiche in Serbia sono
state indebolite e il governo democratico riformista del Montenegro e' stato
minacciato dagli attacchi della NATO e dalla conseguente proclamazione dello
stato di guerra da parte del regime e ora si trovano tra il martello della NATO
e l'incudine del regime.
7. Nel trattare i conflitti nella ex Jugoslavia i leader della
comunita' mondiale hanno commesso in passato numerosi errori fatali. Nuovi errori
stanno conducendo ad un aggravamento del conflitto e ci stanno escludendo dalla
ricerca di soluzioni pacifiche.
Noi facciamo appello a tutti: al Presidente Milosevic, ai rappresentanti
degli albamesi in Kosovo, ai leader della NATO, dell'Unione Europea e degli
Stati Uniti alffinche' si ponga immediatamente termine alla violenza e alle
attivita' militari e ci si impegni nella ricerca di una soluzione politica.
Belgrado, 16 Aprile 1999
a.. Stojan Cerovic, editorialista e giornalista del "Vreme"
b.. Jovan Cirilov, selezionatore del Festival Internazionale di Teatro di Belgrado
(BITEF), ed ex direttore del Teatro Drammatico Jugoslavo; direttore del Centro
di Storia del Teatro c.. Sima Cirkovic, Membro dell'Accademia Serba delle Scienze
e delle Arti, Dip. di Storia
d.. Mijat Damnjanovic, ex Professore dell'Universita' di Belgrado,
Facolta' di Scienze Politiche, Direttore del Centro per l'Amministrazione Pubblica
e il Governo Locale (PALGO)
e.. Vojin Dimitrijevic, ex direttore del Dipartimento di Diritto
Internazionale, Scuola di Diritto di Belgrado; Direttore del Centro per i Diritti
Umani di Belgrado; ex vice presidente della Commissione dei Diritti Umani dell'ONU
f.. Dasa Duhacek, direttore del Centro di Studi delle Donne;
membro del Comitato della Rete Educativa Accademica Alternativa (AAEN) g.. Milutin
Garasanin, membro dell'Accademia Serba delle Scienze e delle Arti; vice presidente
dell'Associazione per la Ricerca dell'Europa del Sud-Est (UNESCO)
h.. Zagorka Golubovic, professore, Universita' di Belgrado,
Dipartimento di Sociologia; Dipartimento Scienze Sociali dell'AAEN i.. Dejan
Janca, professore, Universita' di Novi Sad, Scuola di Diritto j.. Ivan Jankovic,
avvocato di Belgrado, attivista per i diritti umani, presidente del Comitato
del Centro per l'Azione Antiguerra k.. Predrag Koraksic, disegnatore di cartoni
animati di Belgrado l.. Mladen Lazic, professore, Universita' di Belgrado, Dipartimento
di Sociologia, membro del Comitato dell'AAEN m.. Sonja Licht, presidente del
Comitato esecutivo del Fondo per una Societa' Aperta
n.. Ljubomir Madzar, professore dell'Universita' di Belgrado,
Facolta' di Economia, membro del Gruppo 17
o.. Veran Matic, capo redattore di Radio Belgrado B92, presidente
del Network of Electronic Media (ANEM)
p.. Jelica Minic, segretaria generale dell'European Movement
in Serbia q.. Andrej Mitrovic, professore, Universita' di Belgrado, Dipartmento
di Storia
r.. Radmila Nakarada, ricercatrice dell'Institute for European
Studies di Belgrado
s.. Milan Nikolic, direttore del Center for Policy Studies t..
Vida Ognjenovic, direttore teatrale e scrittore u.. Borka Pavicevic, direttore
del Center for Cultural Decontamination v.. Jelena Santic, Anti-war 487 group,
attivita per i diritti umani w.. Nikola Tasic, membro associato del Serbian
Academy of Sciences and Arts, memebro dell'European Academy
x.. Ljubinka Trgovcevic, svolge ricerche presso l'Institute
of History di Belgrado
y.. Srbijanka Turajlic, docente presso l'Universita' di Belgrado,
Facolta' di ingegneria elettronica, Board President AAEN z.. Ivan Vejvoda, Fund
for an Open Society Executive Director aa.. Branko Vucicevic, interprete
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Sul sito ci sono i riferimenti per aiutare le vittime della guerra. Abbiamo
pubblicato numerosi appelli per fermare le armi e fare informazione per la pace:
Modulo fac simile di indisponibilita' alla guerra per i militari
professionisti (obiezione costituzionale) http://www.peacelink.it/kossovo/ob_mil.html
Dossier sul Kosovo a cura di PeaceLink
http://www.peacelink.it/kossovo/dossier.html
Proposte di soluzione pacifica a cura della Campagna Kossovo
http://www.peacelink.it/kossovo/kosstart.html
Ipertesto per una cultura della pace:
http://www.peacelink.it/pace2000
Firma un impegno di Pace per l'anno 2000 http://www.peacelink.it/kossovo/nobel2000.html
Inoltre: tutti i giorni: appelli, comunicati stampa, messaggi,
diffusi sulla mailing list Jugoslavia: