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Kosovo
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LA GUERRA DI UNA SUPERPOTENZA CHE E' SOPRAVVISSUTA ALLA GUERRA FREDDA E CHE VORREBBE TORNARCI: DISARMIAMOLA !

1) Contesto che la guerra sia della NATO. Le armi, quelle decisive, sono tutte USA: i missili cruise (automatici, raggio 2.500 km, precisione dopo il volo di 5 metri, testata convenzionale o nucleare ) viaggiano rasoterra per sfuggire ai radar; lo possono fare solo perché, per superare gli ostacoli, hanno incorporate delle cartine della zona da sorvolare, aggiornate ogni giorno dai satelliti artificiali; un sistema che nessun paese al mondo si può permettere oltre gli USA. I B-52 sono stati sempre aere da bombardamento atomico, solo ed esclusivamente USA. Gli aerei che ora gli USA si divertono a provare in Jugoslavia, gli Stealth invisibili ai radar, sono i bombardieri USA del futuro. Le bombe teleguidate col laser ed altre armi "intelligenti" (bella intelligenza! C’è da suicidarsi ad essere inventori di tali armi; Nobel insegna) sono solo USA. Non è un caso che i nostri caccia sono solo d’appoggio, sono nettamente inferiori anche agli F-16 (sia come economicità di costo, sia come manovrabilità, sia come affidabilità nella linea di comando; dopo la Somalia gli USA non vogliono più nessun boy sotto comando militare che non sia USA; e degli altri non si fidano). Che resta della NATO? Le basi di partenza, gli aerei o le navi cisterna di rifornimento, l’applauso riverente dei Parlamenti al superpotente. I primi a ribellarsi a questa guerra dovrebbero essere i militari italiani, ridotti peggio che a portatori della borraccia. Mai visto un servaggio così sfacciato ed umiliante dei militari italiani ad una (super)potenza straniera.

2) Contesto che la strategia americana sia molto avanzata: è semplicemente quella che gli permette il materiale umano che deve usare, dei mercenari. E’ dal tempo della guerra del Vietnam che gli USA non hanno più la solidarietà di tutta la popolazione nel fare una guerra (un milione di disertori e ottocentomila espatriati per non fare il militare; incapacità di Reagan dopo la sua rielezione, di restaurare la leva per i troppi obiettori). Un mercenario non farà mai un assalto alla baionetta, anche se lo pagano 50.000 dollari al mese. Quindi l’unica strategia che è rimasta agli USA è quella di fidare sulla propria superiorità tecnologica; il che le permette di usare una aviazione per ora molto forte; ma per fare una sola cosa, bombardamenti a tappeto, in modo che poi l’avanzata delle truppe di terra mercenarie non trovi ostacoli apprezzabili (così come è avvenuto in Irak). L’Italia aveva la forza di un esercito popolare; ma, per sottostare ai comandi USA in operazioni comuni, sta trasformando il suo esercito nella formula voluta dagli USA.

3) Se la guerra attuale dovesse scalare (risposte militari di Milosevic, nuovo Vietnam in Europa, ecc.) gli USA potrebbero usare senza problemi armi nucleari (mine nucleari, proiettili nucleari di cannone, bombe tattiche, bombe al neutrone che ammazza soprattutto le persone più che distruggere le cose, ecc.); perché qualche anno fa il Senato USA ha approvato la nuova strategia; per cui gli USA si danno il diritto al primo colpo nucleare (per una molto discutibile strategia di difesa) non solo nel caso di scontro con una potenza nucleare, ma anche in una guerra con qualsiasi paese. Il Parlamento italiano, quando ha approvato la guerra attuale, ignorava che essa era potenzialmente nucleare (quindi preso per fesso, oltre che fellone a stracciare l’art. 11 della Costituzione).

4) Gli USA combattono questa guerra non perché ci sia il petrolio in Kosovo (che non è il Kuwait), né perché vogliono distruggere l’ultimo Stato comunista (la Serbia è ben confinata e non dà pensieri di espansione, specie da quando gli USA e l’Inghilterra gli hanno messo vicino un Tudjman armato fino ai denti, mezzo fascista e asservito al marco tedesco), né perché vogliono combattere la potenza economica europea (infatti l’hanno già sconfitta; il primo giorno dell’euro gli USA hanno aumentato le spese militari e da allora il dollaro è sempre cresciuto rispetto all’euro). Lo fanno perché l’Europa, liberata dall’incubo della guerra nucleare sulla linea della Germania, è diventata "pacifista", così come lo è tendenzialmente il Sud del mondo affamato (l’ 80% della popolazione mondiale). Le popolazioni europee non vogliono più fare guerre (dopo due mondiali e una da incubo nucleare!); metà della gioventù preferisce fare l’obiettore e magari organizza una alternativa di pace. Per di più l’Europa è la casa di quel Papa che il giorno prima della guerra del Golfo ebbe il coraggio (primo capo di una Chiesa a fare questo) di opporsi ad una guerra e condannarla, anzi offrendo all’avversario, Saddam Hussein, proposte di pace molto favorevoli; era nata la prospettiva di una conciliazione mondiale delle due religioni più potenti del mondo, con l’esautorazione definitiva delle superpotenze. Poi la guerra dell’Irak l’ha ridimensionato. Ma tuttora questo papa insiste ad andare contro le guerre (anche se poi non è molto efficace perché i vescovi non lo seguono e non c’è nessun movimento cattolico che gli dia retta). Il che ridà fiato a quell’ONU che può "espropriare gli USA della politica estera" (come ha detto il Senato USA); quell’ONU che prima ha tentato di riprendere le sorti della pace nel mondo, con il B. Ghali dell’"Agenda per la pace" del 1992 e poi con quel Kofi Annan che doveva essere un loro manutengolo e invece si è permesso di fermare una guerra già programmata contro Saddam

5) La sinistra europea ancora non si è spiegata il 1989 ed è rimastaorfana del bipolarismo. Alla superpotenza USA sogna di contrapporre (ora che non c’è più l’URSS), una Europa forte militarmente che sappia contrastare gli USA sul campo mondiale. Da qui la NATO come passo intermedio per riconquistare una unità militare europea, da qui i caccia EFA per contrastare la supremazia USA nell’aviazione, da qui lo scimmiottare gli USA con l’esercito volontario. Il tutto in una prospettiva di almeno altri dieci anni, sostenuta da un euro il più forte possibile. Questo spiega la attuale tattica dei governi europei, i quali cercano di mediare tra la subordinazione alla superpotenza militare (Qui sta il gioco dalla parte della NATO) e il seguire le tendenze pacifiste delle popolazioni. Questo politica europea oggi è ancor più pericolosa per gli USA perché in Europa c’è un’inedita configurazione di governi tutti di sinistra (Blair, Jospin, Schroeder, D’Alema): o adesso gli USA stabiliscono la loro irraggiungibile supremazia come supremazia militare, o mai più. Allora nulla di meglio che entrare in casa europea, dimostrare (con la violenza dei padroni che stracciano le Costituzioni dei paesi europei) che gli europei sono pappemolli e che debbono affidarsi per forza agli USA per risolvere il loro problema cruciale del fianco che minaccia esplosioni devastanti dell’assetto europeo. La sinistra europea deve decidersi tra una prospettiva di nuovo militarismo e una scelta convinta della pace nel mondo, ritornando all’internazionalismo attivo che in più usi i mezzi nonviolenti appropriati; tutta la gioventù obiettrice al militare e tutta la tradizione popolare della nonviolenza attende un ricongiungimento con la tradizione popolare socialista, che dall’inizio del secolo non ha saputo resistere al suicidio della prima guerra mondiale.

6) Gli USA sono rimasti l’ultima superpotenza del mondo, dinosauro sopravvissuto di un’era che rendeva un incubo nucleare la vita di ogni cittadino del mondo. Anche il Papa ha avuto il coraggio di dire in casa USA che è una malattia quella di restare sola superpotenza. Il primo fattore per cui gli USA sono superpotenza è la sua supremazia nucleare, cioè in un tipo di armi che non si capisce perché non siano condannate, così come lo sono quelle chimiche, che pure sono molto meno pericolose e meno distruttive e meno terrificanti. Loro ci hanno bombardato Hiroshima e Nagasaki per pura prova sulle cavie giapponesi (alcuni scienziati avevano suggerito di lanciarle casomai sul Fujiama), con due bombe di due tipi diversi; poi hanno costruito la bugia che dura tuttora che le bombe hanno salvato un milione (o mezzo o un quarto) di vite umane di americani che avrebbero dovuto invadere il Giappone (il gen. Eisenhower disse che non era affatto necessario). Poi loro hanno costruito sempre più bombe, illudendosi di mantenere una supremazia assoluta; hanno sbagliato le percezioni del potenziale del nemico (URSS) valutandole sempre al rialzo; al costo di arrivare a possedere 25.000 bombe quando ne bastano 200 per distruggere un continente; hanno preteso che gli altri paesi non si armassero nuclearmente, quando il trattato internazionale dice che gli altri paesi non lo debbono fare nella misura in cui le superpotenze si disarmano (per cui da più di venti anni gli USA sono fedifraghi ai trattati (CTCB) da loro stessi proposti); hanno lanciato il programma delle guerre stellari, anche se gli scienziati non sanno se mai funzioneranno; qualche mese fa hanno rinnovato gli stanziamenti colossali per questo tipo di guerre (oggi il loro militarismo è così spinto da non volere nemmeno l’abolizione della mine anti-uomo e nemmeno il tribunale internazionale di Roma per i crimini di guerra).

7) Il tribunale dell’Aia nel 1997 ha deciso che le armi nucleari dovrebbero essere condannate, anche se non ha avuto il coraggio (e la spinta dei governi) di condannarle per contrarietà degli USA. Nel giugno 1998, 80 vescovi USA hanno condannato senza mezzi termini le armi nucleari, come strumenti diabolici, che non hanno nemmeno più una funzione di minaccia difensiva. L’URSS non sa più che farsene di un arsenale che costa una enormità e che non ha più uno scopo politico ideale. Tutti popoli del Terzo Mondo vorrebbero la fine dell’incubo nucleare, ora rivolto contro di loro. Bisogna arrivare alla delegittimazione morale prima, alla delegittimazione giuridica poi e infine alla abolizione materiale di tutti gli arsenali nucleari e degli arsenali di distruzione indiscriminata delle popolazioni. La politica dei diritti umani può giustificare la distruzione di massa!

8) Intanto, dall’andamento dei primi gironi di guerra si ricava che lo strapotere degli USA non sfonda. Sia perché non piega Milosevic, sia perché è controproducente (avevano calcolato la pulizia etnica serba in risposta dei loro bombardamenti, tanto è vero che avevano allertato l’Italia per assistere i profughi; ma ora i profughi sono molto di più e fa disperare che il problema del Kosovo avrà mai una soluzione politica) sia perché la caduta del bombardiere Stealth significa per gli USA che questa guerra è già mezzo perduta (perché sono 15-20 anni di vantaggio tecnologico e immensi capitali finanziari e umani che vanno a vuoto; lo Stealth, assieme ai cruise e alle armi nucleari sono i tre principali vantaggi tecnologici degli USA). Inoltre su Avvenire del 27 marzo il Presidente della conferenza episcopale USA, Mons. Fiorenza, ha dichiarato che questa guerra si fa per motivi ingiustificabili e che i militari USA dovrebbero chiedersi in coscienza che cosa fare e parlarne con i superiori: è la prima volta nella storia che una chiesa importante di un Paese condanna una guerra in atto del suo Stato e invita alla disobbedienza i militari (la notizia è stata ripresa con cinque righe da Repubblica in fondo ad un articolo sulla diplomazia vaticana; attenzione| la stampa italiana, compreso il Manifesto e Liberazione ci oscurano o nascondono le notizie; diamoci una alternativa!). "Quando la guerra è ingiusta disobbedisci" può essere la parola d’ordine delle manifestazioni contro la guerra, specialmente quelle davanti alle basi.

9) Ora occorre soprattutto uscire dallo stato confusionale della attuale sinistra, che, invece di elaborare una analisi, si sente in dovere di nascondere la vergogna di una Europa per la prima volta a governo socialista che si rende serva di una guerra di Clinton; e soprattutto ancora deve trovare uno straccio di motivo per cui è iniziata questa guerra chiaramente sproporzionata con i diritti umani da difendere. Occorre che anche i cristiani escano dallo sttao confusionale di non trovare già una analisi bell’e fatta da parte della sinistra e che si decidano ad aggregarsi su un movimento per la pace (al di là delle Acli, ormai perse nelle nebbie), che sappia scegliere una politica tra quello che offre il Papa nel suo impegno per la pace e quello che esso saprà elaborare sulla esperienza dei decenni passati dei movimenti nonviolenti italiani. Mentre la sinistra tradizionale vive nel mito che dopo di lei (o senza di lei) il diluvio, lavoriamo per riaprire la storia (così come il 1989 ha riaperto la storia dell’Est, travolgendo quelli che si ritenevano i rappresentanti dell’unico progresso storico possibile). Abbiamo un obiettivo preciso che appartiene al futuro immediato: Basta con le superpotenze nella storia! Finiamola col feudalesimo dell’imperatore e dei suoi valvassori! E’ l’ora di una democrazia mondiale, senza comandi supremi per guerre ideali che casomai spettano all’ONU, con un Consiglio di Sicurezza allargato; e non a chi ha più soldi o più progetti militaristi!

Antonino Drago via F:M: Briganti 412, tel. 0817803697, fax 0817253449,

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Campagna per l’obiezione alle spese militari e per la difesa popolare nonviolenta

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