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Un anno fa c'era la guerra in Kossovo

Un anno fa c’era la guerra in Serbia e nel Kossovo. Ora la pace non c’è ancora, ma qualche timido segnale comincia a vedersi. Fa ben sperare la dichiarazione congiunta dei tre capi delle comunità religiose kossovare. Sappiamo però che per evitare la guerra, purtroppo non bastano le buone intenzioni. Bisogna innanzitutto abolire le cause e gli strumenti che permettono lo scoppio dei conflitti armati: a cominciare dagli eserciti e dall’industria bellica. A questo tema dedichiamo gran parte del numero di Azione nonviolenta.

Un comune impegno morale delle comunità religiose kossovare

Noi, leaders religiosi delle comunità religiose tradizionali del Kossovo, la Comunità Islamica, la Chiesa Serba Ortodossa e la Chiesa Cattolica Romana, preoccupati per la lentezza e l’inefficace compimento del piano di pace in Kossovo, in occasione della nostra visita di lavoro con il Consiglio Interreligioso della Bosnia Erzegovina, abbiamo deciso di emettere la seguente comune dichiarazione:

1. Tutte le popolazioni in Kossovo sono state sottoposte ad enormi sofferenze. Siano rese grazie a Dio che la guerra è finita, ma sfortunatamente continua ad esserci insicurezza e violenza. Nostro dovere ora è stabilire una pace durevole basata sulla verità, la giustizia e la vita comune.

2. Noi riconosciamo ed accettiamo che le nostre comunità religiose differiscono le une dalle altre, e che ciascuna di esse si sente chiamata a vivere fedele al proprio credo. Allo stesso tempo riconosciamo che le nostre tradizioni spirituali e religiose possiedono molti valori in comune e che questi valori condivisi possono servire come autentica base per una mutua stima, cooperazione e libera vita in comune sull’intero territorio del Kossovo.

3. Ciascuna delle nostre tradizionali chiese e comunità religiose riconosce e proclama che la dignità dell’uomo e il valore umano è un dono di Dio. Le nostre fedi, ciascuna nel suo proprio modo, ci chiamano al rispetto dei fondamentali diritti umani di ogni persona. La violenza contro le persone o la violazione dei loro diritti fondamentali per noi non solo sono contrarie alle leggi fatte dagli uomini, ma anche infrangono la legge di Dio.

4. Noi inoltre, nel mutuo riconoscimento delle nostre differenze religiose, condanniamo ogni violenza contro persone innocenti ed ogni forma di abuso o violazione dei fondamentali diritti umani, e specificamente noi condanniamo:
- gli atti di odio basati sull’etnicità o le differenze religiose;
- la profanazione di edifici religiosi e la distruzione di cimiteri;
- l’espulsione della gente dalle proprie case;
- l’impedimento del libero diritto di ritorno alle proprie case;
- gli atti di vendetta;
- l’abuso dei mezzi di comunicazione allo scopo di diffondere odio.

5. Infine, noi richiamiamo tutte le persone di buona volontà ad assumere la responsabilità delle loro proprie azioni. Trattiamo gli altri come vorremmo che essi trattassero noi.

6. Con questa dichiarazione noi facciamo appello a tutti i nostri fedeli in Kossovo, alle autorità locali e ai rappresentanti della comunità internazionale in Kossovo.

Dr Rexhep Boja
Mufti e Presidente della Comunità Islamica del Kossovo

H.E. Dr Artemije Radosavljevic
Vescovo di Raska e Prizren, Chiesa Ortodossa Serba

H.E. Marko Sopi
Vescovo di Prizren, Chiesa Cattolica Romana

Finché c’è guerra c’è speranza (per i mercanti d’armi)

La BBC ha dichiarato che la guerra del Kossovo è costata in totale 50 miliardi di Euro (centomila miliardi di lire).
The Guardian ha scritto che la ricostruzione costerebbe più di 31 miliardi di Euro (62.000 miliardi di lire).
I costi dei bombardamenti hanno superato i 160 miliardi FB (8000 miliardi di lire).
In totale, durante la guerra nel Kossovo, sono stati utilizzati circa 23.000 fra missili e bombe.



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