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Canto corale della pace
Quest’aria e questa luce che discende
su noi, sugli animali e sulle piante,
non la squarciate con le bombe
e il pianto ultimo, inconsolato
dalle case degli uomini distrutte.
Rit:
Torneremo a camminare,
chiameremo donne e bambini,
e incontreremo i più lontani,
negri, gialli ed algerini.
Torneremo a camminare
e la pace crescerà.
Dai luoghi del lavoro e dello studio
qui convenuti e pronti ad aiutarci
con impeto di spirito sereno
in unità potente
ammoniamo i governi d'ogni terra.
Rit.
Oltre il dolore d'ogni giorno è forte
La certezza che un tempo s’avvicina
Liberato da imperi e da violenze
dal denaro che opprime;
venga la gioia ma che sia di tutti
Rit.
Guardiamo meglio ed ascoltiamo ancora:
non siamo soli, sono con noi i morti
dei campi di sterminio e delle guerre,
nel silenzio presenti
ci dicono guardando: non più guerra.
Rit.
Il testo del cantico per la pace è stato scritto da Aldo Capitini nel 1962, ed inviato al noto musicista Valentino Bucchi perchè lo musicasse. Il testo era andato perso e il cantico non è mai stato musicato. Un ringraziamento particolare a Liliana Pannella, della Fondazione Valentino Bucchi, per averci fatto avere il testo e a Giacomo Downie, collaboratore e allievo di Gino Stefani, musicologo dell'Università di Roma, per averlo musicato e cantato con noi al convegno “Nonviolenza e politica” a conclusione della serata del 5 maggio .
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