La musica dà forma alle idee, incorpora melodicamente, ritmicamente, sonoramente i comportamenti, i gesti, gli atteggiamenti e attraversa i fenomeni sociali, coinvolgendo anche profondamente la vita di tutti.
Il collegamento fra musica e lotta, fra musica e movimenti popolari è facilmente verificabile. Alcuni generi musicali sono stati, in particolari momenti storici, veicolo, rappresentazione e sostegno di una lotta politica o di un fenomeno sociale.
Abbiamo anche avuto l’uso di musica e canti in lotte nonviolente, vera e propria tecnica di protesta e disobbedienza civile.
Ogni oggetto e ogni fatto musicale ha generalmente una forte carica di ambiguità: può essere interpretato e usato con significati anche opposti. Le caratteristiche ambivalenti della musica hanno conseguenze di grande importanza dal punto di vista nonviolento: provocano il dibattito e aprono la possibilità di dialogo basandosi su un’esperienza comune.
Lavorare su questi aspetti permette di sviluppare consapevolezza sugli strumenti che ciascuno ha a disposizione per esprimere quanto sta vivendo e per intervenire nei processi della comunicazione e della trasformazione dell’esistente inadeguato.
La proposta prevede una serie di unità didattiche che si possono utilizzare sia singolarmente, sia in abbinamento con una o più delle altre.
Ogni unità didattica utilizza metodologie attive-esperienziali per ottenere il massimo coinvolgimento , unite a esposizioni verbali e a laboratori creativi.