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Città USA contro la guerra in Iraq

Spero di far cosa utile continuando ad informarvi su ciò che si muove negli Stati Uniti CONTRO questa guerra annunciata all'Iraq.
Sono state approvate risoluzioni da parte di una trentina di consigli comunali (anche in alcune città di grandi dimensioni, come San Francisco, Pittsburgh, Philadelphia, Detroit) e sono in corso campagne per presentare simili risoluzioni in altre decine di consigli municipali (tra cui New York City, Chicago).
Tutte le informazioni possono essere trovate sul sito
www.citiesforpeace.org

Un saluto di pace,
Lisa Clark
Beati i costruttori di pace / Rete di Lilliput

Le risoluzioni non sono tutte uguali. Ho fatto una veloce traduzione della seguente risoluzione, inserita sul sito www.unitedforpeace.org il sito della nuova alleanza molto allargata di movimenti che si oppongono alla guerra.

Risoluzione n. NS-25.976 approvata dal Consiglio Comunale della città di Santa Cruz, California.

Premesso che:

- il popolo degli Stati Uniti ha già sofferto gravi perdite per l'attacco terroristico dell'11 settembre;

- l'Amministrazione Bush conduce una guerra di propaganda contro il regime di Saddam Hussein per giustificare una guerra degli Stati Uniti contro l'Iraq;

- l'Amministrazione Bush non ha presentato prove convincenti per dimostrare che l'Iraq rappresenti una minaccia militare contro gli Stati Uniti;

- le affermazioni dell'Amministrazione Bush sul fatto che esistano prove inconfutabili sul possesso da parte dell'Iraq di armi nucleari e sulla sua capacità di utilizzarle in qualsiasi momento sono state contestate da ex-ispettori ONU, da altri esperti e da leaders mondiali;

- una guerra per deporre Saddam Hussein sarebbe con ogni probabilità la causa che indurrebbe l'Iraq a utilizzare qualsiasi arma di distruzione di massa di cui sia in possesso;

- una guerra degli Stati Uniti contro l'Iraq minaccerebbe una destabilizzazione dell'intera regione mediorientale, portando possibilmente ad una guerra regionale;

- una guerra degli Stati Uniti contro l'Iraq aumenterebbe in modo significativo i prezzi del petrolio, aumentando i profitti delle multinazionali ma esercitando un effetto deleterio sull'economia mondiale;

- l'Amministrazione Bush non è riuscita a costruire un consenso internazionale a sostegno di un'azione militare statunitense, anzi, alcuni alleati europei e mediorientali, oltre a Giappone, Russia e Cina sono contrari ad un'azione militare unilaterale da parte degli Stati Uniti;

- nessuna guerra deve essere intrapresa unilateralmente né dagli Stati Uniti né da altri;

- il precedente conflitto militare nella regione ha causato gravi distruzioni ambientali, i cui effetti non sono ancora stati mitigati e neanche compresi a fondo;

- il precedente conflitto militare nella regione ha arrecato gravi danni alle infrastrutture civili dell'Iraq ed ha causato grandi sofferenze e morti tra i civili iracheni;

Risoluzione n. NS-25.976

Considerato che:

- gli Stati Uniti sono stati i principali fautori dei 12 anni di embargo non-militare contro l'Iraq, embargo che ha causato la morte di più di 500.000 bambini sotto i 5 anni per carenza di acqua potabile, cibo e medicine, secondo l'UNICEF e altre organizzazioni umanitarie internazionali (Risoluzione del consiglio n. NS-24.825);

- devono sempre essere preferite le azioni diplomatiche internazionali e di diritto umanitario per risolvere i conflitti internazionali;

- la guerra deve rappresentare sempre solo l'extrema ratio;

e inoltre considerato che:

- l'Articolo 1, sezione 8, della Costituzione degli Stati Uniti esige che il Congresso discuta e voti su una eventuale dichiarazione di guerra contro l'Iraq;

- il governo dell'Iraq ha accettato senza condizioni il ritorno degli ispettori che dovranno valutare il rispetto delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza in tema di armi di distruzioni di massa da parte dell'Iraq;

- la sicurezza degli Stati Uniti dipenderà dalla creazione di condizioni di vita adeguate per tutte le nazioni, dalla cooperazione tra le nazioni per eliminare la povertà, l'ingiustizia, le disuguaglianze, il degrado ambientale e gli altri fattori che alimentano le guerre e il terrorismo;

- i cittadini di Santa Cruz e i suoi rappresentanti eletti hanno il diritto costituzionale di presentare un'interrogazione al governo nazionale su questo tema di grave preoccupazione per la nostra comunità, nel quadro del dibattito nazionale ed internazionale in corso;

- è in corso un vivace dibattito sull'eventualità della guerra contro l'Iraq e a Santa Cruz c'è un ampio ventaglio di opinioni sull'opportunità di questa guerra e sulle sue conseguenze;

- il Consiglio Comunale non può parlare a nome di tutti i residenti ma è stato interpellato da centinaia di persone affinché si esprimesse su questo tema così importante per la nostra nazione;

- i rappresentanti al Congresso eletti nel nostro stato, i Senatori Barbara Boxer e Dianne Feinstein e i Deputati Sam Farr e Mike Honda, si sono già espressi con coraggio contro la guerra all'Iraq e saranno senza dubbio incoraggiati dal nostro sostegno;


Il Consiglio Comunale di Santa Cruz

* richiama gli articoli della Carta dell'ONU e i principi del diritto internazionale sulla risoluzione pacifica delle controversie;
* esprime la sua opposizione alle continue e minacciate violazioni della Carta dell'ONU e del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti, con la sua azione militare unilaterale e preventiva contro la nazione dell'Iraq;
* condanna la continuazione dell'embargo non-militare, le continue azioni militari statunitensi contro l'Iraq, e le intenzioni di attuare un'escalation militare da parte degli Stati Uniti contro l'Iraq;
* chiede all'Amministrazione Bush e ai nostri rappresentanti al Congresso di lavorare in collaborazione con e tramite l'ONU per ottenere l'adempienza dell'Iraq alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza in tema di armi di distruzioni di massa; chiede altresì di offrire ogni sostegno e appoggio al rientro in Iraq degli ispettori;
* chiede all'Amministrazione Bush e ai nostri rappresentanti federali di sostenere attivamente gli sforzi diplomatici dell'ONU volti a favorire la democrazia e il rispetto dei diritti umani in Iraq e in tutte le nazioni;
* auspica altresì che nessuna guerra contro l'Iraq venga intrapresa in nessun momento dagli Stati Uniti senza l'assenso del Consiglio di Sicurezza dell'ONU in pieno rispetto della propria Carta costitutiva e senza un approfondito dibattito ed una votazione nel Congresso degli Stati Uniti, in conformità con quanto stabilito dall'articolo 1, sezione 8 della Costituzione degli Stati Uniti.

24 settembre 2002.


Due macchinisti obiettori

Armi? Signori si scende
Convoglio militare inglese per l'Iraq: i due macchinisti bloccano il treno

ORSOLA CASAGRANDE
LONDRA

Sono cominciate in Gran Bretagna le azioni di disobbedienza civile contro l'aggressione in Iraq. A dare il via alla nuova strategia del movimento contro la guerra sono stati i ferrovieri di un convoglio destinato a trasportare armi ed equipaggiamenti militari dell'esercito britannico pronte con ogni probabiltà per essere utilizzate nel Golfo. La direzione delle ferrovie Motherwell ha ieri dovuto cancellare il servizio ferroviario destinato alla base di Glen Douglas in Scozia, dopo che i macchinisti, definiti «obiettori di coscienza» hanno confermato che non avrebbero guidato i treni. La base di Glen Douglas è la più grande base-deposito di armi della Nato in Europa. Si tratta della prima azione di disobbedienza civile compiuta dai lavoratori britannici contro la guerra. Ieri il sindacato dei macchinisti, Aslef, ha dovuto subire le pressioni di governo e direzione delle ferrovie che sperano di scongiurare azioni future. Ma molti iscritti alla Union dei macchinisti si erano espressi in diverse assemblee contro la guerra in Iraq.

Imbarazzati dall'azione sia il ministero della difesa che la direzione di Ews (la compagnia ferroviaria che gestisce il trasporto merci per il ministero della difesa alla base di Glen Douglas) hanno cercato di smentire e coprire l'imprevisto blocco del treno. L'azienda si è rifiutata di commentare limitandosi a dire che la notizia era priva di fondamento, mentre il ministero della difesa in serata ha diffuso un comunicato nel quale afferma che effettivamente il treno non è arrivato alla base Nato scozzese ma per motivi tecnici. Eppure il quotidiano The Guardian, il primo a dare la notizia dell'azione di boicottaggio, ha confermato che fonti interne ai macchinisti hanno fornito il numero del treno bloccato sostenendo che sono stati due i macchinisti coinvolti nell'azione.

Nelle scorse settimane il movimento contro la guerra ha tenuto diverse assemblee, molte con i sindacati proprio per discutere e decidere strategie diverse da quelle tradizionali per cercare di bloccare la guerra in Iraq. O comunque per rendere «la vita estremamente difficile a Tony Blair» e far sentire al premier «la voce della maggioranza degli inglesi» che continua a dirsi contraria alla guerra contro Saddam Hussein in ogni sondaggio.

Tra i sindacati si sta valutando anche la possibilità di proclamare uno sciopero generale e diversi altri scioperi, a partire «dal giorno dei bombardamenti». I sindacati che sostengono i lavoratori che si rifiutano di caricare armi o di trasportarle rischiano azioni penali e multe molto pesanti. I portavoce di Stop the War Coalition, la coalizione contro la guerra nata dopo l'11 settembre ieri ha espresso solidarietà ai due macchinisti e ha dichiarato che si tratta soltanto della prima azione.

I dockers inglesi scesero in sciopero per non caricare le navi cariche di armi destinate al Cile dopo l'assassinio di Salvador Allende nel 1973.


I Veterani Americani contro la guerra in Iraq

I veterani americani (Viet Nam, prima guerra del Golfo) hanno lanciato un appello ai soldati statunitensi inviati in Iraq.
Ecco il testo dell'appello in inglese, con firme degli aderenti e link della loro pagina web.

Call to Conscience from Veterans to Active Duty Troops and Reservists

We are veterans of the United States armed forces. We stand with the majority of humanity, including millions in our own country, in opposition to the United States' all out war on Iraq. We span many wars and eras, have many political views and we all agree that this war is wrong. Many of us believed serving in the military was our duty, and our job was to defend this country. Our experiences in the military caused us to question much of what we were taught. Now we see our REAL duty is to encourage you as members of the U.S. armed forces to find out what you are being sent to fight and die for and what the consequences of your actions will be for humanity. We call upon you, the active duty and reservists, to follow your conscience and do the right thing.
In the last Gulf War, as troops, we were ordered to murder from a safe distance. We destroyed much of Iraq from the air, killing hundreds of thousands, including civilians. We remember the road to Basra-the Highway of Death-where we were ordered to kill fleeing Iraqis. We bulldozed trenches, burying people alive. The use of depleted uranium weapons left the battlefields radioactive. Massive use of pesticides, experimental drugs, burning chemical weapons depots and oil fires combined to create a toxic cocktail affecting both the Iraqi people and Gulf War veterans today. One in four Gulf War veterans is disabled.
During the Vietnam War we were ordered to destroy Vietnam from the air and on the ground. At My Lai we massacred over 500 women, children and old men.
This was not an aberration, it's how we fought the war. We used Agent Orange on the enemy and then experienced first hand its effects. We know what Post Traumatic Stress Disorder looks, feels and tastes like because the ghosts of over two million men, women and children still haunt our dreams. More of us took our own lives after returning home than died in battle.
If you choose to participate in the invasion of Iraq you will be part of an occupying army. Do you know what it is like to look into the eyes of a people that hate you to your core? You should think about what your "mission" really is. You are being sent to invade and occupy a people who, like you and me, are only trying to live their lives and raise their kids.
They pose no threat to the United States even though they have a brutal dictator as their leader. Who is the U.S. to tell the Iraqi people how to run their country when many in the U.S. don't even believe their own President was legally elected?
Saddam is being vilified for gassing his own people and trying to develop weapons of mass destruction. However, when Saddam committed his worst crimes the U.S. was supporting him. This support included providing the means to produce chemical and biological weapons. Contrast this with the horrendous results of the U.S. led economic sanctions. More than a million Iraqis, mainly children and infants, have died because of these sanctions.
After having destroyed the entire infrastructure of their country including hospitals, electricity generators, and water treatment plants, the U.S.
then, with the sanctions, stopped the import of goods, medicines, parts, and chemicals necessary to restore even the most basic necessities of life.
There is no honor in murder. This war is murder by another name. When, in an unjust war, an errant bomb dropped kills a mother and her child it is not "collateral damage," it is murder. When, in an unjust war, a child dies of dysentery because a bomb damaged a sewage treatment plant, it is not "destroying enemy infrastructure," it is murder. When, in an unjust war, a father dies of a heart attack because a bomb disrupted the phone lines so he could not call an ambulance, it is not "neutralizing command and control facilities," it is murder. When, in an unjust war, a thousand poor farmer conscripts die in a trench defending a town they have lived in their whole lives, it is not victory, it is murder.
There will be veterans leading protests against this war on Iraq and your participation in it. During the Vietnam War thousands in Vietnam and in the U.S. refused to follow orders. Many resisted and rebelled. Many became conscientious objectors and others went to prison rather than bear arms against the so-called enemy. During the last Gulf War many GIs resisted in various ways and for many different reasons. Many of us came out of these wars and joined with the anti-war movement.
If the people of the world are ever to be free, there must come a time when being a citizen of the world takes precedence over being the soldier of a nation. Now is that time. When orders come to ship out, your response will profoundly impact the lives of millions of people in the Middle East and here at home. Your response will help set the course of our future. You will have choices all along the way. Your commanders want you to obey. We urge you to think. We urge you to make your choices based on your conscience. If you choose to resist, we will support you and stand with you because we have come to understand that our REAL duty is to the people of the world and to our common future.

VETERAN SIGNERS
name, branch, years
Anton Black, Navy, 1977-84
Dave Blalock, Army 1968-71
Blase Bonpane, Marine Corps Reserve, 1948-50
Fr. Bob Bossie, SCJ, Air Force, 1955-59
Fredy Champagne, Army, 1965-66
Rick Campos, Air Force, 1969-71
James M. Craven, Army, 1963-66
Carl Dix, Army, 1968-72
Barry Donnan, British Army, 1987-93
Kenneth Dugan, Navy Corpsman, 1984-88
Jake Elkins, Marine Corps, 1965-69
Todd Greenwood, Marine Corps, 1993-2001
Andres Hernandez, Naval Reserves, 1979-85
Robert Krzewinski, Navy, 1973-77
Marty Kunz, Navy, 1970-76
Ruth McKenney
Rob Moitoza, Navy, 1965-71
Stan Nishimura, Army, 1964-67
David Rees Morgan, British Royal Air Force, 1948-50
Wilson M. Powell, Air Force, 1950-54
Jeff Paterson, Marine Corps, 1986-90
Randy Rowland, Army, 1967-70
Darnell S. Summers, Army, 1966-70
Harold Taggart, Air Force, 1959-64
Joe Urgo, Air Force, 1967-68
David Wiggins MD, Army, Gulf War
Mike Wong, Army, 1969-75
Howard Zinn, Air Force, 1943-45

Started December 6 2002

To Sign this Important Call Send Signature to or Contact Us at Veterans Call to Conscience (or VCC)
4742-42nd Ave SW #142, Seattle, WA, 98116-4553

www.calltoconscience.net

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